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Fatturazione

Fattura differita: come funziona, scadenze ed esempi

Aggiornata il · 7 min di lettura · Redazione Nuvagest

La fattura differita è una fattura riepilogativa che raccoglie più operazioni fatte nello stesso mese verso lo stesso cliente e che puoi emettere entro il giorno 15 del mese successivo. È prevista dall'articolo 21, comma 4, del DPR 633/1972 per le cessioni di beni accompagnate da DDT, o da un documento equivalente, e per le prestazioni di servizi individuabili con una documentazione idonea.

Nella fattura elettronica si usa il tipo di documento TD24, e l'IVA va nella liquidazione del mese in cui sono avvenute le operazioni, non di quello in cui emetti la fattura. In questa guida vedi quando è possibile, che data indicare, la differenza tra TD24 e TD25 e alcuni esempi completi.

Fattura immediata e fattura differita: la differenza

La regola generale è la fattura immediata: va emessa entro 12 giorni dal momento in cui l'operazione si considera effettuata, cioè, di norma, dalla consegna o spedizione per i beni e dal pagamento per i servizi. Se consegni allo stesso cliente dieci volte al mese, sono dieci fatture.

La fattura differita ti permette di raggrupparle in una sola. Non è un rinvio dell'IVA, perché l'imposta segue sempre il mese delle operazioni: è una semplificazione amministrativa che riduce il numero di fatture, di invii allo SDI e di registrazioni.

Quando si può emettere la fattura differita

Servono due condizioni: le operazioni devono essere documentate e la fattura deve raccoglierle tutte nello stesso mese.

  • Cessioni di beni: ogni consegna o spedizione deve risultare da un documento di trasporto (DDT) o da un altro documento idoneo a identificare i soggetti tra cui è avvenuta l'operazione.
  • Prestazioni di servizi: devono essere individuabili attraverso una documentazione idonea, che identifichi con certezza la prestazione, le parti e il momento in cui è stata resa. Quale documento sia idoneo nel tuo caso, per esempio un contratto con un verbale di esecuzione, verificalo con il commercialista.

Ogni fattura differita è emessa verso un solo cliente e deve contenere il dettaglio delle operazioni, cioè il richiamo ai DDT o ai documenti che le identificano. Nulla vieta di emettere più fatture differite nello stesso mese, per esempio una ogni quindici giorni.

Entro quando emettere la fattura differita

La fattura va emessa, cioè trasmessa allo SDI, entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui sono state fatte le operazioni. Le consegne di marzo si fatturano al più tardi entro il 15 aprile.

Quanto alla data da indicare nel documento, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito con la circolare 14/E del 2019 che nel campo data della fattura differita si può indicare la data dell'ultima operazione del periodo. È la soluzione più usata: le consegne di marzo finiscono in una fattura con data 31 marzo, trasmessa entro il 15 aprile.

Come si liquida l'IVA della fattura differita

L'imposta concorre alla liquidazione del mese in cui sono avvenute le operazioni. Se consegni a marzo e fatturi il 10 aprile, l'IVA va comunque nella liquidazione di marzo, da versare entro il 16 aprile se liquidi mensilmente. Per chi liquida l'IVA ogni trimestre vale lo stesso principio: conta il trimestre delle consegne.

È l'errore più insidioso della fatturazione differita: registrare l'IVA nel mese della fattura invece che in quello delle consegne. Se usi un software o il tuo commercialista registra le fatture, controlla che la data di riferimento sia quella giusta.

TD24 e TD25: quale tipo documento usare

Tipo documentoQuando si usaTermine
TD24Fattura differita per beni consegnati con DDT o servizi documentati (art. 21, comma 4, lettera a)Entro il 15 del mese successivo
TD25Fattura differita per le cosiddette triangolazioni interne: beni ceduti dal tuo cliente a un terzo tramite te (art. 21, comma 4, lettera b)Entro la fine del mese successivo

Nella stragrande maggioranza dei casi il tipo giusto è il TD24. Il TD25 riguarda operazioni triangolari specifiche: se pensi di rientrarci, fatti confermare il caso dal commercialista.

Esempi pratici

Consegne di merce con DDT

Un grossista consegna a un cliente il 4, l'11 e il 22 ottobre, ogni volta con un DDT. Emette una fattura TD24 con data 31 ottobre, trasmessa allo SDI l'8 novembre, che elenca i tre DDT con numero e data. L'IVA va nella liquidazione di ottobre.

Servizi ricorrenti documentati

Un'impresa di pulizie esegue interventi settimanali presso un ufficio, documentati con un verbale firmato dal cliente a ogni passaggio. Se i verbali identificano con certezza prestazioni, date e parti, può emettere una fattura differita a fine mese con tutti gli interventi del mese.

Cosa non si può fare

Non puoi mettere nella stessa fattura differita consegne di mesi diversi: le consegne del 28 settembre e del 3 ottobre vanno in due fatture distinte, perché hanno scadenze e liquidazioni IVA diverse. E non puoi usare la fattura differita per una consegna senza DDT o documento equivalente.

Gli errori più comuni

  • Trasmettere oltre il 15: il ritardo è una violazione sanzionabile, anche se l'IVA è stata liquidata correttamente.
  • Liquidare l'IVA nel mese sbagliato, cioè in quello della fattura e non in quello delle operazioni.
  • Dimenticare un DDT: una consegna non fatturata è un ricavo perso e un'irregolarità.
  • Fatturare due volte lo stesso DDT, magari una volta con fattura immediata e una nella differita.
  • Usare il tipo TD01 invece del TD24 per una fattura riepilogativa di DDT.

Come si fa con Nuvagest

In Nuvagest la fattura differita nasce dai DDT. Puoi fatturare un singolo DDT oppure scegliere un cliente e un periodo: il sistema raccoglie tutti i DDT emessi e non ancora fatturati, ti mostra un'anteprima e crea una fattura di tipo TD24 in cui ogni riga riporta numero e data del DDT di provenienza. I DDT fatturati vengono segnati come tali, così non possono finire in una seconda fattura.

La fattura parte verso lo SDI come tutte le altre, con ricevute e notifiche registrate nella scheda del documento. Trovi i dettagli nella pagina sul software di fatturazione elettronica.

Prima di tutto, parla con il tuo commercialista

Questa guida riassume le regole generali in vigore al momento della pubblicazione. I casi particolari, come le triangolazioni, le prestazioni di servizi senza documentazione chiara o le operazioni con l'estero, vanno verificati con il tuo commercialista. La fonte resta l'articolo 21 del DPR 633/1972, con i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti

Entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate le operazioni. Per le triangolazioni interne (TD25) il termine è la fine del mese successivo.

Con la circolare 14/E del 2019 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che si può indicare la data dell'ultima operazione del periodo, per esempio il 31 del mese delle consegne, e trasmettere la fattura allo SDI entro il 15 del mese successivo.

Nella liquidazione del mese in cui sono state effettuate le operazioni, non in quello di emissione della fattura. Le consegne di marzo fatturate ad aprile vanno nella liquidazione IVA di marzo.

Sì, se le prestazioni sono individuabili attraverso una documentazione idonea che identifichi prestazione, parti e data. Quale documentazione sia adeguata nel tuo caso va verificato con il commercialista.