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Vendite e documenti

Distribuzione HoReCa: come gestire ordini, consegne, agenti e incassi

Aggiornata il · 11 min di lettura · Redazione Nuvagest

La distribuzione HoReCa è il lavoro di chi rifornisce hotel, ristoranti, bar e catering: grossisti food & beverage, torrefazioni, cantine, birrifici e produttori che vendono ai locali, quasi sempre con una rete di agenti. Per gestirla senza caos servono quattro cose: ordini raccolti in un unico posto, un DDT per ogni consegna, una fattura differita al mese per ogni locale e uno scadenziario che ti dica chi deve pagare, da cui dipendono anche le provvigioni degli agenti.

In questa guida vedi il ciclo completo di una fornitura HoReCa, dall'ordine preso al bancone all'estratto conto dell'agente, con le regole da conoscere su documenti di trasporto, fatturazione e termini di pagamento, e una checklist finale per capire dove la tua organizzazione perde tempo e soldi.

Cos'è il canale HoReCa e perché è diverso dagli altri

HoReCa è l'acronimo di Hotel, Restaurant, Café (o Catering): indica il canale dei consumi fuori casa, in cui il cliente del distributore non è il consumatore finale ma il locale che serve, cucina o somministra. Chi vende in questo canale lavora in modo molto diverso da chi rifornisce la grande distribuzione organizzata.

AspettoCanale HoReCaGrande distribuzione
ClientiMolti, piccoli e indipendentiPochi, grandi e centralizzati
OrdiniFrequenti, di piccolo importo, spesso urgentiPianificati, di grande volume
ConsegnePiù volte a settimana, direttamente al localeAi centri di distribuzione, con finestre fisse
RelazionePersonale, gestita dall'agenteContrattuale, gestita dagli uffici acquisti
Rischio di creditoFrazionato ma frequente: locali che pagano tardi o chiudonoConcentrato su pochi clienti solidi
StagionalitàForte: località turistiche, estate, festivitàPiù regolare durante l'anno

Il risultato è un volume enorme di piccoli documenti: ordini, DDT, fatture, incassi, provvigioni. Ognuno vale poco, ma un errore ripetuto su centinaia di locali diventa un costo serio. Per questo l'organizzazione conta più che in altri canali.

Il ciclo di una fornitura HoReCa, passo per passo

Quasi tutti i distributori HoReCa seguono lo stesso percorso, con qualche variante:

  1. Visita e ordine: l'agente passa dal locale, o il titolare chiama o scrive, e l'ordine viene registrato con articoli, quantità e prezzi concordati.
  2. Conferma: l'ufficio controlla disponibilità e condizioni, e conferma l'ordine.
  3. Preparazione e consegna: il magazzino prepara la merce, che parte con il documento di trasporto e viene consegnata al locale.
  4. Fatturazione: a fine mese tutte le consegne dello stesso cliente confluiscono in una fattura differita.
  5. Incasso: la fattura ha una scadenza, che va seguita fino al pagamento.
  6. Provvigione: sulle vendite, o sugli incassi, matura il compenso dell'agente, da rendicontare ogni trimestre.

Se questi passaggi vivono in strumenti diversi, come il blocco dell'agente, WhatsApp, un foglio Excel per le consegne e il programma di fatturazione, ogni passaggio è un'occasione per ricopiare, dimenticare o sbagliare. Vediamoli uno per uno.

Ordini: dal bancone al gestionale

L'ordine è il punto in cui nascono quasi tutti gli errori della distribuzione HoReCa. Il titolare di un bar detta l'ordine mentre serve i clienti, l'agente lo scrive di fretta, l'ufficio lo legge la sera. Basta un formato sbagliato, una bottiglia da 75 cl al posto di quella da 1 litro, e la consegna è da rifare.

Alcune regole pratiche fanno una grande differenza:

  • Un solo canale di ingresso. Che l'ordine arrivi dall'agente, al telefono o via messaggio, deve finire in un unico elenco di ordini, non in cinque chat diverse.
  • Codici articolo, non descrizioni. “Acqua frizzante” non basta: serve il codice del formato e della confezione. Un catalogo con le varianti per formato evita la metà degli equivoci.
  • Un orario limite. Stabilisci entro che ora un ordine entra nel giro di consegna del giorno dopo e comunicalo ai clienti: riduce le urgenze e i viaggi in più.
  • Ordine minimo e condizioni scritte. Importo minimo, costo della consegna sotto soglia, sconti e termini di pagamento concordati devono risultare da qualche parte, non solo nella memoria dell'agente.
  • Conferma prima della preparazione. Un ordine in bozza non va in magazzino finché qualcuno non ha controllato disponibilità e prezzi.

Se gli agenti registrano l'ordine direttamente nel gestionale, dal telefono, l'ufficio non deve ricopiarlo: lo controlla, lo conferma e lo manda in preparazione. È il cambiamento che, da solo, toglie più errori dal ciclo.

Consegne e DDT: cosa scrivere

Ogni consegna al locale dovrebbe viaggiare con un documento di trasporto. Non è sempre obbligatorio per legge, ma senza DDT, o un documento equivalente, non puoi emettere la fattura differita e devi fare una fattura per ogni consegna. I contenuti minimi sono fissati dal DPR 472/1996: numero progressivo, data, dati di chi cede e di chi riceve, dell'eventuale incaricato del trasporto, e descrizione di natura, qualità e quantità dei beni.

Nel canale HoReCa ci sono alcune attenzioni in più:

  • Destinazione diversa dalla sede. Molti locali sono gestiti da società con sede legale altrove, magari presso il commercialista. Sul DDT indica sempre l'indirizzo di consegna del locale, separato dai dati del cliente.
  • Colli e peso. Il numero di colli è il primo controllo che fa chi riceve: se non torna, la contestazione nasce subito, non a fine mese.
  • Firma di chi riceve. Fai firmare il DDT con il nome leggibile: è la prova della consegna se il locale contesta la fattura.
  • Differenze alla consegna. Merce mancante, rotta o rifiutata va annotata sul DDT al momento, così la fattura di fine mese parte già corretta.

Se generi il DDT direttamente dall'ordine confermato, articoli e quantità non si ricopiano e l'ordine sa cosa è stato consegnato. Puoi scaricare anche il nostro modello di DDT gratuito in PDF.

Fattura differita: una fattura al mese per ogni locale

Con le consegne documentate da DDT puoi raccogliere tutte le consegne del mese a un cliente in un'unica fattura differita, da emettere entro il giorno 15 del mese successivo (art. 21, comma 4, del DPR 633/1972). Nella fattura elettronica si usa il tipo documento TD24 e la fattura deve richiamare i DDT a cui si riferisce. L'IVA va comunque nella liquidazione del mese delle consegne.

Per un distributore HoReCa è una semplificazione enorme: un ristorante che riceve merce tre volte a settimana genera una fattura al mese invece di dodici. Ma funziona solo se nessun DDT resta indietro. I due errori classici sono il DDT dimenticato, che non viene mai fatturato, e il DDT fatturato due volte, che il cliente contesta. Entrambi spariscono se la fattura nasce selezionando i DDT ancora da fatturare di quel cliente, invece di ricopiarli.

Un consiglio organizzativo: non aspettare il 14. Chiudi le fatture differite nei primi giorni del mese, così hai il tempo di correggere le differenze segnalate alla consegna e i locali ricevono la fattura quando hanno ancora in mente le consegne.

Termini di pagamento e incassi

Per le cessioni di prodotti agricoli e alimentari tra imprese, comprese le forniture a bar, ristoranti e hotel, il D.Lgs. 198/2021 sulle pratiche commerciali sleali nella filiera fissa termini di pagamento massimi: in generale 30 giorni per i prodotti deperibili e 60 giorni per quelli non deperibili. Il decreto chiede anche che il contratto di cessione sia in forma scritta e ne indichi, tra l'altro, prezzo, quantità e termini di pagamento. Come soddisfare questi obblighi con i tuoi documenti, per esempio con un accordo quadro e gli ordini, va valutato con il tuo legale o commercialista.

Al di là della norma, l'incasso è il punto debole di molti distributori HoReCa. I clienti sono tanti, gli importi piccoli, e un locale in difficoltà può accumulare mesi di forniture prima che qualcuno se ne accorga. Alcune pratiche aiutano:

  • Una scadenza per ogni fattura, con la modalità di pagamento concordata: bonifico, RiBa, addebito diretto.
  • Uno scadenziario unico con le fatture da incassare e quelle scadute, cliente per cliente, compresi i pagamenti parziali.
  • Un controllo prima della consegna: se un locale ha fatture scadute da settimane, chi conferma l'ordine deve saperlo prima di caricare il furgone.
  • L'agente informato: è lui che vede il titolare ogni settimana ed è la persona giusta per ricordargli il pagamento, se sa che c'è qualcosa in sospeso.

Agenti e provvigioni nel canale HoReCa

Nel canale HoReCa l'agente è spesso il vero titolare della relazione con il locale: conosce il proprietario, sa quando cambia la carta dei vini, raccoglie gli ordini e a volte anche i reclami. Per questo il modo in cui si calcolano le provvigioni influenza direttamente il comportamento della rete vendita.

  • Zone e portafoglio. Ogni agente deve avere zone chiare, per CAP, provincia o regione, e un elenco di clienti assegnati. Senza, nascono sovrapposizioni e discussioni su chi ha portato quale locale.
  • Provvigioni sull'incassato. Molti contratti legano la provvigione al pagamento del cliente. Nel canale HoReCa, con tanti piccoli insoluti, è la scelta che allinea gli interessi: l'agente non ha motivo di caricare di merce un locale che non paga.
  • Scaglioni e campagne. Percentuali che crescono con il fatturato annuo, o regole valide solo in un periodo, per esempio per spingere una linea estiva o un nuovo prodotto prima della stagione.
  • Capi area. Se la rete è strutturata, il capo area matura una quota di supervisione sulle vendite del suo gruppo.
  • Estratto conto trimestrale. Il codice civile chiede di consegnare all'agente l'estratto conto delle provvigioni entro l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre (art. 1749): un calcolo automatico a ogni fattura rende la scadenza una formalità.

Trovi il calcolo spiegato con esempi, insieme a ritenuta d'acconto, Enasarco e FIRR, nella guida alle provvigioni degli agenti di commercio.

Magazzino, scorte e tracciabilità

Il magazzino di un distributore HoReCa ha due nemici: la rottura di stock sull'articolo che tutti i locali chiedono nello stesso weekend e la merce che resta ferma fino a scadere. Qualche accorgimento:

  • Scorta minima per articolo, da rivedere prima della stagione: i consumi di agosto in una località di mare non hanno niente a che vedere con quelli di novembre.
  • Giacenze per deposito. Se hai più depositi, o merce sui mezzi, ognuno deve avere le sue giacenze e i trasferimenti devono essere registrati.
  • Formati e confezioni come varianti. Bottiglia, cassa e fusto dello stesso prodotto sono articoli diversi in magazzino: trattarli come varianti tiene ordinato il catalogo.
  • Prima scade, prima esce. Per i prodotti deperibili la merce con la scadenza più vicina va consegnata per prima.

Sul fronte della sicurezza alimentare, il Regolamento (CE) 178/2002 chiede agli operatori del settore alimentare di essere in grado di individuare da chi hanno ricevuto un prodotto e a quali imprese lo hanno fornito (art. 18). DDT ordinati, con cliente e destinazione, sono la base di questa tracciabilità; per la gestione per lotto valuta con il tuo consulente cosa richiede il tuo piano di autocontrollo.

Stagionalità: prepararsi all'apertura dei locali

Hotel e stabilimenti delle località turistiche aprono e chiudono con la stagione, e molti ristoranti cambiano offerta tra estate e inverno. Il distributore che arriva preparato all'apertura si prende gli ordini migliori. Un metodo semplice:

  1. Calendario delle visite pre-stagione: un mese prima dell'apertura ogni agente ha in agenda i locali stagionali della sua zona.
  2. Controllo del credito: chi ha chiuso la stagione precedente con fatture scadute va sentito prima di accettare il primo ordine.
  3. Condizioni aggiornate: prezzi, promozioni e regole provvigionali della stagione vanno definiti prima delle visite, non durante.
  4. Scorte adeguate: le scorte minime si alzano prima del picco, non quando il magazzino è già vuoto.
  5. Richiami programmati: un promemoria per ogni locale che non ha ancora ordinato a una settimana dall'apertura.

Gli errori più comuni nella distribuzione HoReCa

  • Ordini ricopiati dal foglio dell'agente al gestionale, con formati e quantità sbagliati.
  • DDT senza destinazione, con la merce intestata e indirizzata alla sede legale invece che al locale.
  • DDT dimenticati nella fattura differita, o fatturati due volte.
  • Fatture differite emesse oltre il 15 del mese successivo.
  • Consegne a clienti insolventi perché chi conferma l'ordine non vede lo scaduto.
  • Provvigioni calcolate su Excel, pagate su fatture mai incassate o non stornate dopo un annullamento.
  • Scorte non adeguate alla stagione, con rotture di stock nei giorni di picco.

Excel o gestionale?

Con una ventina di locali e un solo agente un foglio di calcolo può reggere. Quando i clienti diventano centinaia, gli agenti più di uno e le consegne giornaliere, il problema non è più la comodità ma la coerenza: ordini, DDT, fatture, incassi e provvigioni devono stare nello stesso archivio, perché ognuno dipende dal precedente. Se sei a questo punto, leggi la guida su quando passare da Excel a un gestionale.

Come si fa con Nuvagest

Nuvagest è un gestionale in cloud che copre il ciclo descritto in questa guida, dal telefono dell'agente all'estratto conto. Gli agenti inseriscono gli ordini dal browser, senza installare nulla, e l'ufficio li conferma. Dall'ordine confermato nasce il DDT, con causale, vettore, colli, peso e indirizzo di consegna del locale, in PDF. A fine mese selezioni i DDT di un cliente e generi la fattura riepilogativa TD24 con i riferimenti delle consegne, da controllare e inviare allo SDI; la fattura entra nello scadenziario con la sua scadenza.

Con il modulo Agenti e provvigioni ogni agente ha zone, clienti, capi area, scaglioni e regole con validità: la provvigione si calcola a ogni fattura, diventa liquidabile quando il locale paga e confluisce nell'estratto conto. Il magazzino tiene giacenze per deposito, scorte minime, trasferimenti e varianti per formato.

Ci sono anche cose che Nuvagest oggi non fa, ed è giusto saperle prima: i listini assegnati al cliente non si applicano da soli negli ordini, manca una schermata per lotti e scadenze, non c'è una gestione dedicata di vuoti e cauzioni né delle accise. Trovi tutti i dettagli nella pagina del gestionale HoReCa.

Checklist per la tua distribuzione HoReCa

  1. Tutti gli ordini, da qualunque canale arrivino, finiscono in un unico elenco?
  2. Ogni articolo ha un codice per formato e confezione?
  3. Ogni consegna ha un DDT con l'indirizzo del locale e la firma di chi riceve?
  4. Le fatture differite partono nei primi giorni del mese e comunque entro il 15?
  5. Ogni fattura ha una scadenza coerente con i termini di pagamento di legge e del contratto?
  6. Chi conferma un ordine vede se il cliente ha fatture scadute?
  7. Le provvigioni si calcolano da sole e seguono gli incassi?
  8. Le scorte minime vengono riviste prima di ogni stagione?

Se hai risposto no a più di due domande, il problema non sono le persone ma il sistema: ogni passaggio fatto a mano è un punto in cui il ciclo si inceppa.

Le informazioni di questa guida hanno carattere generale e riflettono la normativa in vigore alla data di pubblicazione: verifica sempre il tuo caso con il commercialista o con il legale.

Domande frequenti

HoReCa è l'acronimo di Hotel, Restaurant, Café (o Catering) e indica il canale dei consumi fuori casa: alberghi, ristoranti, bar, pizzerie, mense e servizi di catering. Un distributore HoReCa è chi rifornisce questi locali di cibo, bevande e prodotti per la somministrazione.

Entro il giorno 15 del mese successivo a quello delle consegne, a condizione che ogni consegna sia documentata da un DDT o da un documento equivalente (art. 21, comma 4, del DPR 633/1972). Nella fattura elettronica si usa il tipo documento TD24 e l'IVA va nella liquidazione del mese delle consegne.

Per le cessioni di prodotti agricoli e alimentari tra imprese il D.Lgs. 198/2021 fissa in generale un massimo di 30 giorni per i prodotti deperibili e di 60 giorni per quelli non deperibili. Ci sono regole specifiche su come si calcola la decorrenza: verifica il tuo caso con il commercialista o il legale.

Dipende dal contratto. Salvo patto diverso, la provvigione spetta quando l'azienda ha eseguito la prestazione (art. 1748 del codice civile), ma molti contratti la legano al pagamento del cliente: in quel caso, se il locale non paga, la provvigione non è dovuta.

Non sempre è obbligatorio: se emetti una fattura immediata alla consegna, la merce può viaggiare senza DDT. Il DDT, o un documento equivalente, serve però per emettere la fattura differita di fine mese ed è la prova della consegna firmata dal cliente.