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Assistenza tecnica

Contratti di manutenzione: farli firmare e rinnovare senza carta

Aggiornata il · 7 min di lettura · Redazione Nuvagest

Per una ditta di assistenza il contratto di manutenzione è il documento più importante che firma: trasforma una serie di chiamate occasionali in un rapporto continuativo, con visite programmate e un canone. Eppure è spesso quello gestito peggio: proposto a voce, mandato in PDF e mai restituito firmato, oppure firmato una volta e poi rinnovato tacitamente per anni, senza che nessuno ricordi le condizioni.

Qui vediamo cosa deve contenere, come farlo firmare senza inseguire il cliente e come tenere insieme contratto, impianti e scadenze delle manutenzioni.

Cosa deve contenere un contratto di manutenzione

Le clausole cambiano da settore a settore, ma lo scheletro è sempre questo.

  • Le parti e i riferimenti. Dati completi di entrambe, referenti operativi con telefono ed email, sede in cui si trovano gli impianti se diversa dalla sede legale.
  • Gli impianti coperti. Elenco puntuale con marca, modello e matricola: è quello che evita le discussioni su cosa rientra e cosa no. Se gli impianti sono molti, un allegato.
  • Le prestazioni incluse. Quante visite all'anno, quali controlli, quali materiali di consumo sono compresi, se è incluso il diritto di chiamata e quante ore di manodopera.
  • Cosa resta escluso. Ricambi, guasti da uso improprio, interventi fuori orario, ripristini dopo eventi esterni. Scritto in positivo e in negativo, per non lasciare zone grigie.
  • I tempi di intervento. Entro quante ore lavorative si interviene su un guasto bloccante e su uno non bloccante, e in quale fascia oraria. Se prometti tempi stretti, definisci anche le eccezioni.
  • Il canone e la revisione. Importo, periodicità (mensile, trimestrale, annuale), modalità di pagamento e se il canone si adegua nel tempo.
  • Durata, rinnovo e disdetta. Data di inizio e di fine, se il rinnovo è tacito, con quanto preavviso si disdice e in che forma.
  • Obblighi del cliente. Accesso ai locali, segnalazione tempestiva dei guasti, uso conforme, conservazione della documentazione dell'impianto.

Per alcuni impianti esistono obblighi documentali di settore — il libretto di impianto per gli impianti termici, il registro dei controlli antincendio — che il contratto non sostituisce ma a cui può fare riferimento, indicando chi li tiene aggiornati.

Il punto in cui si perde tempo: la firma

Il contratto di manutenzione si firma quasi sempre a distanza: il preventivo è stato accettato per telefono o via email, il tecnico è già passato per il sopralluogo e nessuno ha voglia di fissare un incontro solo per una firma. Così il PDF parte, e comincia l'attesa. Nel frattempo le visite spesso iniziano lo stesso: si lavora senza contratto firmato, e se nasce un problema non c'è niente di scritto che dica cosa era stato pattuito.

Con la firma elettronica il giro si chiude in pochi minuti: il cliente riceve un link, apre il contratto dal telefono, inserisce il codice usa e getta che gli è arrivato via SMS o email e firma. Non deve stampare, non deve avere SPID né firma digitale. Tu ricevi il PDF sigillato, con marca temporale e registro dei passaggi, e puoi far partire il piano di manutenzione lo stesso giorno. Come funziona nel dettaglio lo trovi nella guida su come far firmare un contratto a distanza.

Rinnovo tacito o contratto rifirmato?

Molti contratti di manutenzione si rinnovano tacitamente di anno in anno. È comodo, ma ha due controindicazioni: il canone resta fermo mentre i costi salgono, e il cliente non ha più occasione di vedere il valore del servizio che paga. Il rinnovo rifirmato, invece, è il momento giusto per aggiornare l'elenco degli impianti, ritoccare il canone e ricordare quante uscite ha ricevuto nell'anno.

La regola pratica: rinnovo tacito per i contratti piccoli e standard, nuovo contratto firmato quando cambiano condizioni, impianti o prezzo. In entrambi i casi serve un promemoria prima della scadenza del preavviso di disdetta, altrimenti il rinnovo si scopre a cose fatte.

Dal contratto firmato al calendario delle manutenzioni

Un contratto firmato che resta in una cartella non produce niente: deve diventare visite programmate e fatture. In Nuvagest i due pezzi sono collegati.

  • Il contratto vive nel modulo Contratti, con date di inizio, fine e rinnovo, importo, cadenza di fatturazione e i documenti allegati. Un filtro mostra i contratti con il rinnovo nei prossimi 30 giorni e le date compaiono nel calendario del team.
  • Il documento firmato torna da solo nella scheda del contratto come allegato, con il pacchetto di prova a un clic dalla richiesta: quando serve, è lì, non nella posta di qualcuno.
  • Gli impianti del cliente stanno nel modulo Assistenza tecnica, ognuno con il suo piano di manutenzione: frequenza, preavviso e ricambi previsti. Le scadenze si generano da sole e diventano interventi da assegnare ai tecnici, che li chiudono con il rapportino.
  • Se al piano è associato un canone, l'abbonamento genera le rate da incassare, così il contratto firmato e i soldi che deve produrre restano la stessa cosa.

Una nota finale

Il modello di contratto va costruito con il proprio consulente: clausole su responsabilità, penali, tempi di intervento e recesso hanno effetti concreti e cambiano a seconda che il cliente sia un consumatore o un'impresa. Una volta messo a punto il modello, però, firmarlo e rinnovarlo può smettere di essere un problema.

Domande frequenti

Sì. Non è un atto per cui la legge richiede una forma particolare, quindi la firma elettronica con codice OTP è adeguata: il cliente riceve un link, conferma con il codice ricevuto via SMS o email e firma dal telefono. Il documento firmato viene chiuso con un sigillo elettronico e una marca temporale, e accompagnato dal registro dei passaggi.

La durata più comune è annuale, con rinnovo tacito e disdetta da comunicare con un preavviso di 30 o 60 giorni. Durate più lunghe hanno senso quando il contratto prevede investimenti iniziali, per esempio la messa a norma dell'impianto; in quel caso conviene prevedere anche l'adeguamento del canone.

Registrando il contratto nel gestionale con le date di inizio, fine e rinnovo: in Nuvagest un filtro mostra i contratti che si rinnovano nei prossimi 30 giorni, la dashboard elenca quelli in scadenza nei prossimi 60 e le date compaiono nel calendario. Il promemoria va impostato prima della scadenza del preavviso di disdetta, non della fine del contratto.

Il rapporto esiste comunque, ma senza un documento firmato sarà difficile provare cosa era stato concordato su prestazioni incluse, tempi e canone. Se la firma tarda, conviene almeno conservare la proposta accettata per iscritto e i rapportini controfirmati dal cliente a ogni visita.