Fatturazione elettronica PA con codice ufficio, CIG, CUP ed esito dell'ente.
Comuni, scuole, aziende sanitarie, enti pubblici: la fattura elettronica alla pubblica amministrazione chiede qualche dato in più. In Nuvagest indichi CIG, CUP, split payment e i riferimenti all'ordine o al contratto, trasmetti la fattura allo SDI e ne segui l'esito fino all'accettazione o al rifiuto dell'ente.
Con la PA, un dato mancante vuol dire aspettare di più
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Il codice ufficio sbagliato
Ogni ufficio dell'ente ha il suo codice univoco di sei caratteri. Con quello sbagliato la fattura viene scartata o arriva a un ufficio che non la aspetta, e il pagamento si allontana.
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CIG e CUP dimenticati
Quando sono previsti, senza CIG e CUP l'ente non può pagare la fattura. E spesso te ne accorgi solo quando arriva il rifiuto.
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L'esito che nessuno controlla
Dopo la consegna l'ente deve ancora accettare o rifiutare la fattura. Se non tieni traccia dell'esito, scopri il rifiuto quando chiami per sapere a che punto è il pagamento.
Fattura elettronica alla pubblica amministrazione: cosa sapere
Verso la pubblica amministrazione la fattura elettronica è obbligatoria dal 2014 per ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza, e dal 31 marzo 2015 per tutte le altre amministrazioni. Si usa il formato FPA12 e la fattura viaggia attraverso lo SDI verso l'ufficio identificato dal codice univoco ufficio, un codice di sei caratteri pubblicato nell'Indice delle pubbliche amministrazioni (IPA).
Quando la normativa lo prevede, la fattura deve riportare il CIG (codice identificativo di gara) e il CUP (codice unico di progetto): senza questi codici l'amministrazione non può procedere al pagamento (art. 25 del DL 66/2014). Molti enti applicano inoltre la scissione dei pagamenti, lo split payment dell'art. 17-ter del DPR 633/1972: l'IVA è indicata in fattura, ma la versa direttamente l'ente all'Erario.
Dopo la consegna l'ente ha 15 giorni per accettare o rifiutare la fattura con la notifica di esito; se non risponde, lo SDI invia a entrambe le parti la notifica di decorrenza dei termini. Nuvagest riporta questi esiti sullo stato della fattura; come procedere dopo un rifiuto va valutato caso per caso.
Le informazioni hanno carattere generale: verifica sempre con il tuo commercialista la normativa aggiornata.
Come si fattura alla PA con Nuvagest
Gli stessi passaggi di una fattura tra aziende, con i dati che la PA si aspetta.
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Registri l'ente
Nell'anagrafica del cliente inserisci codice fiscale, indirizzo e, come codice SDI, il codice univoco dell'ufficio a cui fatturi: di solito è indicato nell'ordine, altrimenti lo trovi sull'Indice delle pubbliche amministrazioni (IPA).
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Compili i riferimenti PA
Nella fattura indichi CIG e CUP quando previsti, gli estremi dell'ordine d'acquisto, del contratto o della convenzione, la fase del SAL e i dati del DDT. Nell'XML finiscono nei blocchi previsti dal tracciato.
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Attivi lo split payment
Se l'ente applica la scissione dei pagamenti, attivi lo split payment: l'esigibilità dell'IVA diventa «S» e il dovuto dall'ente, anche nello scadenziario, è l'importo al netto dell'IVA.
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Invii e segui l'esito
Trasmetti la fattura allo SDI tramite l'intermediario accreditato. Dopo la consegna, l'accettazione o il rifiuto dell'ente aggiornano lo stato della fattura, e lo stesso fa la decorrenza dei termini se l'ente non risponde.
I dati che la PA si aspetta, già nella fattura
I campi per la pubblica amministrazione sono nella stessa fattura che usi per gli altri clienti, tra i dati avanzati.
Codice univoco ufficio
Il codice IPA di sei caratteri si registra nell'anagrafica dell'ente come codice destinatario: da lì passa nell'XML e la fattura raggiunge l'ufficio indicato.
CIG e CUP
Codice identificativo di gara e codice unico di progetto entrano nell'XML insieme al primo riferimento documentale presente, oppure in un riferimento all'ordine creato apposta.
Ordine, contratto, convenzione
Numero e data dell'ordine d'acquisto, del contratto, della convenzione o del documento di ricezione, più la fase del SAL e i dati del DDT.
Split payment
Con la scissione dei pagamenti l'IVA resta esposta in fattura con esigibilità «S» ma non entra nel dovuto: residuo e scadenziario considerano solo quanto l'ente ti versa.
Esito del committente
Oltre alle ricevute dello SDI, anche l'accettazione, il rifiuto o la decorrenza dei termini aggiornano lo stato: dall'elenco fatture vedi quali aspettano ancora una risposta dell'ente.
Incassi dall'ente
Quando arriva il pagamento lo registri sulla fattura con data e riferimento del bonifico: la fattura risulta pagata e sparisce dal credito aperto.
Chiara tiene d'occhio le fatture agli enti
CIG, CUP e split payment li compili nell'editor della fattura. Chiara ti aiuta con il resto: aggiorna l'anagrafica dell'ente, invia allo SDI le bozze pronte e ti dice quali fatture aspettano ancora l'esito.
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Vai alla paginaDi solito lo comunica l'ente nell'ordine o nella richiesta di fattura; altrimenti lo trovi sull'Indice delle pubbliche amministrazioni (IPA), cercando l'ente e l'ufficio destinatario. In Nuvagest lo inserisci come codice SDI nell'anagrafica del cliente.
Sì. Attivi lo split payment sulla fattura: l'IVA resta indicata con esigibilità «S», ma il dovuto dall'ente e il residuo nello scadenziario sono calcolati al netto dell'IVA. Quando registri l'incasso, la fattura si chiude sull'importo che l'ente ti versa davvero.
Sì. Nella stessa fattura puoi indicare ordine d'acquisto, contratto, convenzione e documento di ricezione, ciascuno con numero e data, oltre alla fase del SAL e ai dati del DDT. CIG e CUP vengono associati al primo riferimento presente.
Lo stato della fattura si aggiorna con l'esito dell'ente, così lo vedi dall'elenco fatture senza aspettare la scadenza del pagamento. Prima di emettere un nuovo documento chiarisci con l'ente il motivo del rifiuto e con il commercialista come regolarizzare.
No. Sono fatture elettroniche come le altre: rientrano nel pacchetto mensile incluso nel tuo piano e, oltre la soglia, paghi a consumo solo quelle in più. La fatturazione, PA compresa, è in tutti i piani a partire dal Base.
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